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Com’è noto, la disciplina del contratto a termine è contenuta nel D.Lgs. n. 368/2001 – attuativo della Direttiva 199/70 Ce relativa all’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’Unice, dal Ceep e dal Ces – recentemente modificato dal c. 39, art. 1 della legge n. 247/2007 (recante le norme di attuazione del Protocollo sul Welfare).
La citata normativa regolamenta diversi aspetti del rapporto di lavoro a tempo determinato – tra cui la forma del contratto, i casi in cui è consentita l’apposizione del termine e la proroga – ma per quanto concerne la cessazione del rapporto e le sue conseguenze si limita a disciplinare, all’art. 5, le ipotesi di riassunzione del lavoratore alla cessazione del rapporto e di continuazione dello stesso oltre la scadenza del termine pattuito.
L’indagine circa le conseguenze del recesso dal contratto a tempo determinato ad opera di una delle parti prima della scadenza del termine va pertanto effettuata nell’ambito dei principi generali che disciplinano la responsabilità contrattuale.

